Medioevo

* Fonte Wikipedia

Con la caduta dell’Impero romano d’Occidente, la città fu annessa al dominio bizantino fino al 646 quando cadde in mano longobarda e divenne parte del ducato di Benevento. Nel 774 il principe Arechi II vi trasferì la corte e nell’839 il principato di Salerno divenne autonomo da Benevento acquisendo i territori del Principato di Capua, la Calabria e la Puglia fino a Taranto.

Sotto il principato di Arechi II, Salerno conobbe un periodo di rinascita sia dal punto di vista culturale che urbanistico. Sul modello di quanto fatto a Benevento, infatti, fece costruire un palazzo con annessa cappella e fortificò il sistema difensivo, sfruttando le mura dell’antica fondazione romana. La preoccupazione di un’aggressione franca contro il ducato meridionale fu, secondo Erchemperto, il motivo che portò Arechi II a scegliere un luogo già fortificato con sbocco verso il mare.

La realtà della città era caratterizzata da un ambiente multiculturale; il principato era difatti uno Stato cuscinetto tra il papato e l’impero, da una parte, e l’oriente bizantino e il mondo islamico dall’altra. Questo quadro politico contribuiva tuttavia anche ad una certa instabilità. Dal punto di vista commerciale, anche per tramite della vicinissima e potente Amalfi, la città era collegata alle più remote coste del mediterraneo.

In questo contesto sorse intorno al IX secolo la Scuola Medica Salernitana che la tradizione vuole fondata da quattro maestri: un arabo, un ebreo, un latino ed un greco. La scuola fu la prima istituzione per l’insegnamento della medicina nel mondo occidentale e godette di enorme prestigio per tutto il Medioevo. La città era una meta obbligata per chi volesse apprendere l’arte medica o farsi curare dai suoi celebri dottori. Questa fama valse a Salerno il titolo di Hippocratica civitas, titolo di cui ancora la città si fregia nel suo stemma.

Lo sviluppo della città fu proseguito dagli immediati successori di Arechi II: Grimoaldo I e Grimoaldo II. Dopo varie successioni ed alterne vicende la città visse il periodo più florido della sua storia, che concise con il governo della sesta dinastia iniziato nel 983. Opulenta Salernum fu la dizione coniata sulle monete per testimoniarne lo splendore. Con Gisulfo II di Salerno ebbe termine il principato longobardo, a causa della detronizzazione avvenuta nel 1077 per mano del cognato Roberto il Guiscardo, ma dopo la conquista normanna Salerno divenne capitale del ducato di Puglia e Calabria (titolo precedentemente assegnato a Melfi) che arrivò a comprendere gran parte del Mezzogiorno continentale. Nella fase di transizione giocò un ruolo importante Alfano I, che fece da mediatore tra longobardi e normanni e fece costruire il duomo in stile arabo-normanno, con l’assenso e il contributo economico del Guiscardo.

Salerno capitale del Ducato normanno di Puglia e Calabria

Nel 1130 il ducato di Puglia e Calabria (derivato dalla fusione del ducato di Puglia con il ducato di Calabria) fu però annesso al Regno di Sicilia da Ruggero II.

In realtà fin dal 1127 Salerno aveva perso la sua nomina ufficiale di capitale dei possedimenti normanni (sostituita da Palermo), ma con l’avvento degli Angioini la sua posizione si rinsaldò. Nel 1272 venne elevata da Carlo I d’Angiò al rango di capitale di un principato autonomo riservato all’erede al trono Carlo II di Napoli e durante questo periodo vi fu un rilancio dal punto di vista artistico e culturale.